HOME

- Chi siamo
- La nostra storia
- Spiritualità

Evangelizzazione
- Iniziative
- Cellule
- Campo Oasi
- Spettacoli
- Adozioni a distanza

Altre Oasi
- India

Multimedia
- Foto
- Giornalino
- Calendario incontri
- Sfondi desktop

- Links

- AREA RISERVATA

LA PAROLA
DEL MESE

“Lampada per i miei passi è la Tua Parola,
luce sul mio cammino”

(Sal 119,105)

----------------------

CALENDARIO INCONTRI 2018

---------------------

Oasi della Gioia su Facebook

Semi di Vita

E' ONLINE
IL NUOVO
GIORNALINO
ago-dic 2017Giornalino 2015

PAROLA DI VITA – MARZO 2018


“Lampada per i miei passi è la Tua Parola,
luce sul mio cammino” (Sal 119,105)

Nella seconda Domenica di Quaresima abbiamo letto il Vangelo della Trasfigurazione di Gesù sul Monte Tabor. Il Padre suggella questa manifestazione straordinaria dicendo: “Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo!” (Mc 9,7).
Mi ha colpito questa Parola: “Ascoltatelo!”: spesso infatti, non la consideriamo più di tanto perché siamo tutti presi dalla Trasfigurazione di Gesù. Tuttavia, se ci pensiamo, già nel Battesimo si era udita la voce del Padre che ha detto: “Tu sei il Figlio mio, l’amato: in Te ho posto il mio compiacimento” (Mc 1,11). Qui il Padre, invece di riaffermare il suo compiacimento, ci dà un comando: “Ascoltatelo”.


Ascoltatelo significa non solo “sentite”, o “udite” le Sue parole, ma “fate ciò che vi dice, mettete in pratica ciò che ascoltate”. A una riflessione più attenta ci accorgiamo che noi ascoltiamo con le orecchie la Parola di Dio, ma tante volte siamo distratti e presi da altre cose, e quindi non la concretizziamo, non la mettiamo in pratica. Eppure quello del Padre non è un consiglio…è un comando! Il verbo è all’imperativo: Ascoltatelo!


Sì, perché Gesù è venuto a fare e a dirci “la volontà del Padre” che è la nostra realizzazione, la nostra gioia, la pienezza della nostra felicità. E noi ci troviamo di fronte a questa scelta, a questo bivio: o facciamo la volontà del Padre e ci realizziamo in pienezza o non la facciamo, preferendo altre strade o altre scelte, e finiamo per perderci.


Vi ricordate la casa sulla roccia e quella sulla sabbia? (Mt 7,24-27).
È Gesù che ci parla a nome del Padre, con parole divine che sono “Spirito e vita” (Gv 6, 63).


È Lui che con le Sue parole risponde ai nostri interrogativi più profondi, ci svela il senso della vita, ci guida a osservare i suoi comandamenti, ci illumina le situazioni buie e confuse, rischiarando il nostro cammino: proprio come dice la Parola che scegliamo di vivere in questo mese: “LAMPADA PER I MIEI PASSI E’ LA TUA PAROLA, LUCE SUL MIO CAMMINO” (Sal 119,105).
            Tutti nella vita facciamo l’esperienza di momenti di buio: ed è proprio in questi momenti che si scopre l’importanza di una luce che rischiari. Ora è proprio questa la scoperta da fare: Gesù ci ha dato un luce indefettibile che rischiara il nostro cammino: LA SUA PAROLA.


Questa è una luce che non viene meno con il passare delle mode o con il cambiare dei tempi: “Il Cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno” (Lc 21,33). È una luce che entra nelle nostre anime come una “spada a doppio taglio” che “penetra fino al punto di divisione dell’anima e dello spirito, fino alle giunture e alle midolla e discerne i sentimenti e i pensieri del cuore” (Eb 4,12). Entra nella profondità del nostro cuore perché la Sua Parola “E’ verità” (Gv 17,17) e il cuore dell’uomo è creato a immagine di Dio, anela alla verità, è fatto per la verità. Proprio la Parola è via alla verità e di conseguenza la verità è la via per la vera libertà. Benedetto XVI dice che:


Non è facile riconoscere ed incontrare l’autentica felicità nel mondo in cui viviamo, in cui l’uomo è spesso ostaggio di correnti di pensiero, che lo conducono, pur credendosi “libero”, a perdersi negli errori o nelle illusioni di ideologie aberranti. È urgente “liberare la libertà”, rischiarare l’oscurità in cui l’umanità sta brancolando. Gesù ha indicato come ciò possa avvenire: «Se rimanete fedeli alla mia Parola, sarete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi»(Gv 8,31-32). Il Verbo Incarnato, Parola di Verità, ci rende liberi e dirige la nostra libertà verso il Bene. Cari giovani, meditate spesso la Parola di Dio e lasciate che lo Spirito Santo sia il vostro maestro. Scoprirete allora che i pensieri di Dio non sono quelli degli uomini; sarete portati a contemplare il vero Dio e a leggere gli avvenimenti della storia con i suoi occhi; gusterete in pienezza la gioia che nasce dalla verità”.

La Parola di Dio non è come le parole limitate e confuse degli uomini, parole che lasciano il tempo che trovano…Dice ancora Benedetto XVI:

Dio si rivela nella storia, parla agli uomini e la sua parola è creatrice. In effetti, il concetto ebraico “DABAR”, abitualmente tradotto con il termine parola, sta a significare tanto parola che atto (…). Lo Spirito Santo, che ha guidato il popolo eletto ispirando gli autori delle Sacre Scritture, apre il cuore dei credenti all’intelligenza di quanto è in esse contenuto. Lo stesso Spirito è attivamente presente nella Celebrazione Eucaristica quando il sacerdote, pronunciando “in persona Christi” le parole della Consacrazione, converte il pane e il vino nel Corpo e Sangue di Cristo, perché siano nutrimento spirituale dei fedeli. Per avanzare nel pellegrinaggio terreno verso la Patria celeste, abbiamo tutti bisogno di nutrirci della Parola e del pane di Vita eterna, inseparabili tra loro!”

La Parola è parte essenziale di ogni sacramento, il quale ci viene conferito e donato per mezzo della Parola. Ed è ancora la Parola che ci guida a incarnare la grazia divina ricevuta nei sacramenti. È la Parola che ci manifesta la Volontà di Dio nelle situazioni concrete, risponde ai nostri dubbi e alle nostre indecisioni, risolve i nostri travagli e ci dà la forza e il coraggio i scegliere la strada di Dio, soprattutto quando le Sue vie non sono le nostre vie (cfr. Is 55,8-9).


Tuttavia bisogna accogliere la Parola, come Geremia “mangiare” la Parola, assimilare la Parola: “Quando le tue parole mi vennero incontro, le divorai con avidità; la tua parola fu la gioia e la letizia del mio cuore” (Ger 15,16).

Di questo abbiamo un esempio impareggiabile in Maria; in Lei la Parola accolta è diventata parte integrante di Lei, vita della Sua vita: Lei è diventata “Parola vissuta.
Vi ricordate la risposta all’angelo? “Avvenga di me secondo la Tua Parola” (Lc 1,38); e ai servi delle nozze di Cana dice con forza: “Qualsiasi cosa vi dica, fatela!” (Gv 2,5).
Ma sono le parole di Maria nel Magnificat che ci colpiscono, perché da esse traspare il fatto che Maria aveva talmente assimilato la Parola, che quando ha sentito di lodare Dio ha “parlato Parola”:

Il Magnificat è interamente tessuto di fili della Sacra Scrittura, di fili tratti dalla Parola di Dio. Così si rivela che Lei nella Parola di Dio è veramente a casa sua, ne esce e vi rientra con naturalezza. Ella parla e pensa con la Parola di Dio; la Parola di Dio diventa Parola Sua e la Sua parola nasce dalla Parola di Dio. Così si rivela, inoltre, che i suoi pensieri sono in sintonia con i pensieri di Dio, che il suo volere è un volere insieme con Dio. Essendo intimamente penetrata dalla Parola di Dio, Ella può diventare Madre della Parola Incarnata” (DV 28).
Per raggiungere questa assimilazione della Parola, una strada preziosa può essere l’approfondire e il vivere con impegno, insieme ai fratelli, la Parola donata ogni mese dalla nostra Comunità; ma ci sono anche altre strade tra cui la lectio divina ben descritta da Benedetto XVI nel suo messaggio ai giovani del 09/04/2006:

Cari giovani, vi esorto ad acquistare dimestichezza con la Bibbia, a tenerla a portata di mano, perché sia per voi come una bussola che indica la strada da seguire. Leggendola, imparerete a conoscere Cristo. Osserva in proposito San Girolamo: «L’ignoranza delle Scritture è ignoranza di Cristo». Una via ben collaudata per approfondire e gustare la parola di Dio è la lectio divina, che costituisce un vero e proprio itinerario spirituale a tappe. Dalla lectio, che consiste nel leggere e rileggere un passaggio della Sacra Scrittura cogliendone gli elementi principali, si passa alla meditatio, che è come una sosta interiore, in cui l’anima si volge a Dio cercando di capire quello che la sua parola dice oggi per la vita concreta. Segue poi l’oratio, che ci fa intrattenere con Dio nel colloquio diretto, e si giunge infine alla contemplatio, che ci aiuta a mantenere il cuore attento alla presenza di Cristo, la cui parola è "lampada che brilla in luogo oscuro, finché non spunti il giorno e la stella del mattino si levi nei vostri cuori" (2 Pt 1,19). La lettura, lo studio e la meditazione della Parola devono poi sfociare in una vita di coerente adesione a Cristo ed ai suoi insegnamenti”.

Sì, fratelli, l’adesione alla volontà di Dio diventa la nostra risposta a quanto espresso dalla Parola, ma anche la nostra risposta all’Eucarestia, perché, vivendo la Parola, permettiamo al Verbo che viene a noi con la Sua carne, di prendere la nostra carne : Parola, Eucarestia e adesione alla volontà di Dio devono formare un tutt’uno nella nostra vita e trasformarla!

ARCHIVIO

2012
settembre ottobre novembre dicembre

2013
gennaio febbraio marzo aprile maggio giugno luglio agosto settembre ottobre novembre dicembre

2014
gennaio febbraio marzo aprile maggio giugno luglio agosto settembre ottobre novembre dicembre

2015
gennaio febbraio marzo aprile maggio giugno luglio agosto settembre ottobre novembre dicembre

2016
gennaio febbraio marzo aprile maggio giugno luglio agosto settembre ottobre novembre dicembre

2017
gennaio febbraio marzo aprile maggio giugno luglio agosto settembre ottobre novembre dicembre

2018
gennaio febbraio marzo aprile maggio giugno luglio agosto settembre ottobre novembre dicembre