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“CAMMINATE SECONDO
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(Gal. 5,16)

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La “Comunità” dono di Maria

(frammenti della nostra storia)

Cuore di MariaAccanto a questo fiorire di vita non mancava la dimensione della Croce che si presentava sempre in vari modi, sotto vari aspetti e difficoltà: il dover andare controcorrente in un mondo che cerca in tutti i modi di spegnere la fiamma dell’Amore che il Signore ha acceso dentro di te, difficoltà familiari, cambiamenti di domicilio, partenza di persone care per il Cielo, difficoltà derivate dai nostri caratteri e dai nostri limiti… solo l’abbracciare Gesù Crocifisso e Abbandonato ci ha aiutato a far trionfare Gesù dentro di noi e tra noi. E’ stato un credere insieme al Disegno di Maria su di noi, che lavora al di là dei nostri limiti e, a volte, anche con i nostri limiti.
Per rafforzare la nostra fede la Madonna ogni tanto ci veniva incontro con qualche segno particolare. Ad esempio, un momento particolarmente importante e significativo per noi è stata durante il campo la visita-pellegrinaggio alla Madonnina di casa Gregori il 27 agosto scorso. Maria ci ha accolto e ci ha benedetto con l’olio trasudato dalle foglie intorno alla grotta della statua. Attraverso le parole di Fabio ci ha fatto sentire la necessità di rispondere al Suo appello a pregare il Santo Rosario nelle famiglie e ha confermato la nostra vocazione ad asciugare le Sue lacrime riportandoLe i figli che non ha più: "avete asciugato una Sua lacrima e avete fatto felice il cuore di Maria" ha detto Fabio, mentre la foglia che Padre Sergio aveva in mano continuava a trasudare.


Questi momenti di grazia toccavano i cuori che, aprendosi al Disegno di Dio, venivano confermati nel loro cammino comunitario. Gino, ad esempio scriveva: “In questi primi giorni di campo, non ho potuto partecipare a tutti gli incontri per motivi di lavoro, però per me donare la mia opera a Maria è stato come una preghiera. Perché è Lei che ci ha scelti e condotti qui, perché questo per me è un luogo santo. Ma la conferma l’ho avuta ieri quando ci siamo recati da Fabio a far visita a lui e a Maria e Lei ci ha confermato che c’è ed è presente e aspetta che noi diciamo il nostro SI come ha fatto Lei sotto la croce. Sentendo tutto quello che ci ha detto Fabio per me è stata una conferma a quello che ho nel cuore, cioè il progetto di Maria qui a Civitavecchia e soprattutto nella nostra Oasi della Gioia: è solo l’inizio.

Anche per Monica e Andrea quella visita alla Madonnina di casa Gregori ha avuto un significato tutto particolare: “Anche quest’anno, come di consueto durante il campo, siamo andati a pregare davanti alla statuina di Maria nel giardino di casa Gregori, ma questa volta, perlomeno per noi, è stata in’esperienza più forte rispetto alle altre, sia per il racconto di Fabio sulla sua vicenda dopo dieci anni dalle lacrimazioni, sia per la trasudazione di olio profumato dalla statuina e dalle foglie dell’edera che Le fanno da contorno. Addirittura alcune foglie che erano state staccate dalla pianta hanno continuato a trasudare quell’olio direttamente nelle mani di Padre Sergio. Quel segno così commovente, quell’abbondante trasudazione di olio profumato, è stato per tutti un ulteriore conferma del progetto di Dio sulla nostra Comunità. Mentre Fabio parlava, sentivamo la presenza di Maria, ed io (Andrea) sentivo in maniera molto netta il profumo dell’olio che arrivava come folate di vento, anche se ci trovavamo in un’altra parte del giardino, lontano dal luogo dove era stata collocata la statuina della Madonnina. Abbiamo sentito nel nostro cuore che Maria ci stava chiamando perché la aiutassimo a riportare a Dio tanti figli lontani. Era come se una voce nel cuore ci chiedesse << Se non mi aiutate voi, figli miei che avete creduto ai miei segni, chi mi aiuterà? >>. Le parole di Fabio sono tornate tante volte sul valore e sulla necessità della preghiera, e in molti abbiamo sentito che il primo passo concreto che Maria desiderava, era che le famiglie iniziassero a recitare il Santo Rosario, sia come singole famiglie che riunite in gruppo tra di loro. E’ stato veramente bello il momento in cui con Monica ci siamo scambiati queste sensazioni, che poi abbiamo ritrovato nelle testimonianze di altre famiglie.

Accanto a queste esperienze di luce e di crescita c’erano però anche situazioni di buio, di difficoltà o di scoraggiamento, per cui ogni tanto qualcuno lasciava il cammino della Comunità. Era come se le esperienze forti e profonde che facevamo, pur suscitando forti emozioni al momento, non riuscissero – per vari motivi – a entrare pienamente nella vita concreta e a cambiarla, e la persona, divisa interiormente, a un certo momento preferiva ritirarsi da sola. Era sempre un dolore per la Comunità, perché, dopo aver sperimentato la bellezza del camminare e del crescere insieme, è sempre una sofferenza il lasciarsi, pur riconoscendo che il bene fatto e vissuto insieme rimane.


Ma anche le ombre fanno parte del Disegno e mettono in evidenza le movenze e i tratti luminosi delle varie figure che compongono il quadro. Così, tra luci ed ombre, si chiariva sempre più la spiritualità della Comunità e fioriva la vita delle persone che si rispecchiavano in essa e che in essa trovavano il loro posto e il loro ruolo. Pian piano si scopriva una “chiamata alla Comunità”, che l’essere in Comunità era una “chiamata di Maria” a vivere la propria vocazione con totalità per riportarle “i figli che non ha più”.


Era bello vedere come questa “scoperta della Comunità” avveniva gradualmente, ma coinvolgeva pienamente le persone. Scriveva Natalia nel 2005: “In questi mesi ho sentito nel mio cuore che per seguire Gesù è necessario fare un cammino, come fecero i Re Magi, seguendo una stella che ci guidi. Ognuno di noi ha sicuramente avuto una stella che lo ha guidato al Signore; ma ora tutti abbiamo una stella-guida in comune: questa stella è la COMUNITA’. Per arrivare a Gesù è necessario che comprendiamo prima con il cuore piuttosto che con la mente, la grazia che il Signore ci ha donato con la Comunità: vivere in Comunità vuol dire fare esperienza viva e vera di Gesù insieme ai fratelli; vuol dire vivere in Gesù amando il Gesù che è nell’Altro; vuol dire riconoscere che il fratello è tempio dello Spirito Santo ed è dimora di Gesù in particolare quando Gesù Eucarestia entra nel suo cuore. Se il Signore è in me e se il Signore è nel fratello e << dove due o tre sono riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro >>, scatta quell’Amore Divino, di Spirito Santo, a cui tutti crediamo: qui nasce l’unita’. Affinchè questo avvenga è però importante fare il salto di volontà a priori: per raggiungere il Paradiso in Terra che solo Gesù può dare attraverso l’Unità, è necessario che i nostri cuori, i nostri occhi e la nostra anima seguano la volontà di Dio espressa nella Comunità, perché quella stella porta a Gesù. Ciò che sento nel mio cuore in questo momento è che la mia, la nostra stella è la Comunità ed è importante, dunque, mettere la Comunità stessa al primo posto nella nostra vita e con essa mettere al primo posto il nostro CAMMINO che ci conduce all’amore vero, alla gioia vera, a Gesù.


E Luana, alla fine del campo 2005 così esprimeva la sua esperienza: “Ho lasciato tutto per venire al campo con la certezza che me ne sarei tornata a casa carica di Gesù e Maria. Per me questi incontri in comunità sono diventati un’esigenza. Ringrazio Dio che mi ha fatto incontrare la comunità. Ho avuto la conferma che è stata una scelta di Gesù e Maria. In questo momento sento la sofferenza di Gesù abbandonato per tutti quelli che Gesù non l’hanno ancora incontrato, per tutti quelli che non vogliono incontrarlo. Sento forte l’amore di Gesù e di Maria per me e la mia famiglia, e la consapevolezza che su di noi c’è un grande disegno d’amore. Gesù e Maria mi hanno, ci hanno chiamato in questa famiglia che è la comunità: ci hanno donato un padre spirituale che ci fa sempre più innamorare di Gesù e Maria. E’ facile trasmettere ciò che si è. Continuamente il Signore opera e non voglio più tenere gelosamente custodito ciò che Gesù ha in me operato, ma donare al fratello le meraviglie che lui ha fatto. In questo periodo sto sperimentando la sofferenza come dono. Grazie Gesù perché attraverso la croce anche io mi faccio dono a te”.

Oasi della GioiaLa Comunità veniva sempre più percepita come “Dono di Maria”:
un ringraziamento a Maria Madre nostra per la grande grazia di averci donato la Comunità” (Gisviano)
e come luogo in cui Gesù si fa presente e ti fa scoprire la tua identità e appartenenza:
Ormai per noi è diventata un’esigenza venire in Comunità…sentiamo di appartenere a questa realtà…All’Oasi della Gioia possiamo gustare e percepire fino in fondo la presenza di Gesù”.(Luana e Ernest).

nella foto:In pellegrinaggio a Roma a S.Pietro il 5 gennaio 2006